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cappe di sicurezza biologica

4 consigli utili a un tecnico di cappe ai tempi del COVID-19

Recentemente ho ricevuto parecchie domande sulle cappe soprattutto da quei tecnici che Devono manutenerle ai tempi del virus SARS-COV-2 che causa il Covid-19 e di cui nessuno parla o si preoccupa

Neanche le stesse aziende purtroppo

Ed ecco che come al solito cerco di aiutare al meglio che posso e ho deciso di rendere pubbliche le 4 domande che mi sono state poste così da aiutare anche altri più timidi che magari hanno gli stessi dubbi

Di seguito riporto il testo della mail di richiesta pervenuta da questo tecnico di cappe che lavora dentro una Global Service e che come sempre accade non è minimamente specializzata sui dispositivi di protezione collettiva non riuscendo quindi a fare supporto concreto ai propri tecnici

Ecco il testo:

Buongiorno Sig. Fabrizio,
mi presento brevemente: sono del Nord Italia ,ho superato i 40 anni, sono dipendente di una Global Service,lavoro da moltissimi anni nel settore elettromedicale e da diversi anni faccio solo ed esclusivamente manutenzione di qualsiasi tipo sui sistemi aspiranti (cappe chimiche, biologiche,banchi aspirati, armadi aspirati,stazioni taglio pezzi,radioisolatori…faccio man.preventive,controlli funzionali,cambio filtri di tutti i tipi e su tutti i sistemi aspiranti, tutte le correttive,sanificazioni,GMP,smontaggi,spostamenti, rimontaggi, canalizzazioni,consulenze,preventivi con fornitori,ecc) e sto leggendo da diverso tempo e con molto interesse i suoi articoli. Volevo farle alcune domande, precise e secche: le cappe biologiche di tipo A2/B1 e B2 come fanno a mantenere la pressione negativa, canalizzazione compresa? Mi sembra che il costruttore ci aggiunga nel loro interno un motorino/ventolina, mi sbaglio o è corretto? Inoltre, come faccio a riconoscerle se sono A1-A2-B1 o B2 dal momento che quasi nessun costruttore lo specifica, nemmeno sul manuale d’uso? Altra domanda: La DIN 12980 dice “L’accoppiamento dell’aria di scarico dai banchi da lavoro citostatici a un sistema di aria di scarico può essere utile come misura precauzionale aggiuntiva se si garantisce che la funzione protettiva del banco da lavoro citostatici non sia compromessa da questa misura” mentre la circolare del Ministero della Salute del 1999 dice, al punto 4.4.1, che le cappe biologiche x antiblastici devono essere canalizzate. Quale delle due prevale? Altra domanda: le dimensioni del Covid 19 variano da 0,08micron a 0,16micron mentre i filtri H14 bloccano tutto da 1micron in su, quindi abbiamo uno “scoperto” di 0,02micron: mi conferma che, quindi, gli H14 non sono sufficienti oppure ci possiamo basare sul principio che i virus viaggiano all’interno di un vettore che è più grande di 1micron e se dovessero uscire da esso morirebbero all’istante? La ringrazio molto

Ed ecco le mie risposte puntuali:

Mi fa piacere che trovi utili le mie informazioni, cerco di non tenere segreti ma di divulgare più possibile perché quando ho iniziato più di 15 anni fa non ho trovato niente e nessuno con cui confrontarmi e disponibile a spiegarmi qualcosa sulle cappe a gratis…

Zero documenti Niente di niente ed ecco perché scrivo guide libri articoli e faccio video
Per aiutare!

Cerco di rispondere alle tue domande nel modo più esaustivo possibile vista anche l’emergenza COVID-19 che immagino possa creare delle preoccupazioni per chi come te deve intervenire su cappe PERICOLOSE

DOMANDA 1) (Tecnico di cappe che lavora per Global Service)

le cappe biologiche di tipo A2/B1 e B2 come fanno a mantenere la pressione negativa, canalizzazione compresa? Mi sembra che il costruttore ci aggiunga nel loro interno un motorino/ventolina, mi sbaglio o è corretto?

RISPOSTA 1) (Fabrizio Cirillo)

tali cappe hanno tutte almeno un motore interno (come quelle cinesi)

invece quelle più performanti come giusto che sia hanno due motori, uno posto direttamente sopra il vano filtri Hepa principale che spinge aria verso il basso attraverso di esso creando il famoso DOWNFLOW che si va a verificare strumentalmente secondo le UNIEN12469 e un altro motore in genere più piccolo sempre con chiocciola per intenderci

(difficile che trovi dei vortici nelle cappe biologiche al massimo in quelle chimiche si)

E questo motore è posto nella parte superiore e spinge fuori l’aria sul filtro di espulsione

Poi queste cappe come citavi correttamente sono da canalizzare all’esterno obbligatoriamente, soprattutto se devono lavorare con il virus attuale SARS-COV-2

e quindi se i canali sono poco lunghi, giusto qualche metro e la cappa ha i 2 motori allora non servirà altro per tenerle in depressione internamente ma se i canali sono lunghi prima di arrivare all’uscita vera e propria considerando anche le varie curve ecc allora bisognerà supportare l’aspirazione con un motore che sia dimensionato in modo tale da non creare problemi e mantenere così anche in depressione i canali

DOMANDA 2) (Tecnico di cappe che lavora per Global Service)

Come faccio a riconoscerle se sono A1-A2-B1 o B2 dal momento che quasi nessun costruttore lo specifica, nemmeno sul manuale d’uso?

RISPOSTA 2) (Fabrizio Cirillo)

Le tipologie delle cappe vengono indicate nella norma tecnica NSF49 Statunitense

All’interno c’è la descrizione esatta di come ogni cappa che ne indica la tipologia

(V2-V1-H-A1-A2-B1-B2)

Le V2 e V1 le tralasciamo per il momento ma ecco le descrizioni delle altre:

  • (cappe tipo V2 e V1) meno diffuse e sono cappe con 3 stadi di filtrazione e (canalizzazione obbligatoria)
  • (cappe tipo H) DIN12980 con 3 stadi di filtrazione (principale ed espulsione) + un filtro hepa Cyto sotto il piano di lavoro 30% aria fronte/70% aria ricircolata /30% aria espulsa (canalizzazione obbligatoria) sono anche le cappe che io preferire usare attuale my e con il SARS-COV-2 per avere una maggiore sicurezza
  • (cappe tipo A1) cappe con 2 stadi di filtrazione hepa (principale ed espulsione) in genere con 30% aria fronte/70% aria ricircolata /30% aria espulsa (senza canalizzazione)
  • (cappe tipo A2) cappe con 2 stadi di filtrazione hepa (principale ed espulsione) in genere con 30% aria fronte/70% aria ricircolata /30% aria espulsa (canalizzazione obbligatoria)
  • (cappe tipo B1) cappe con 2 stadi di filtrazione hepa + 1 filtro hepa Cyto sotto il piano lavoro in genere con 70% aria fronte/30% aria ricircolata /70% aria espulsa (canalizzazione obbligatoria)
  • (cappe tipo B2) cappe con 2 stadi di filtrazione hepa + 1 filtro hepa Cyto sotto il piano lavoro in genere con 100% aria fronte/0% aria ricircolata /100% aria espulsa (canalizzazione obbligatoria)

Qui il link all’articolo in cui ne parlo specificatamente e soprattutto delle cappe tipo H:
https://www.chizard.it/scopri-i-7-dubbi-sulle-cappe-din12980-da-parte-di-un-costruttore-di-ambienti-a-contaminazione-controllata/

Purtroppo il costruttore spesso e volentieri non indica la tipologia secondo la NSF49 ma si limita a darti indicazioni tipo

– cappa di sicurezza microbiologica a flusso laminare classe 2 per uso di patogeni(Ecco questa è una cappa in classe A1 o A2(se canalizzata)

In pratica sono la stessa identica cappa che però se viene canalizzata diventa A2 altrimenti resta A1 che è la più diffusa in Italia

Quindi è esperienza del tecnico che interviene conoscere le cappe, caprine il funzionamento e nel caso anche andare in contrasto con quanto scritto dai costruttori stessi

Mi è capitato diverse volte di vedere riportato su manuali vecchi che delle cappe venivano indicate come biohazard e invece non lo erano

Una cappa per essere biohazard quindi una cappa di sicurezza biologica in classe 2 tipo A1 o A2

Deve avere necessariamente il filtro Hepa di espulsione

Se anche sul manuale è scritto che è Biohazard ma poi nella cappa non è presente il filtro per qualche assurdo motivo

Allora non la puoi classificare come tale ma solo come semplice cappa biologica per uso di colture cellulari ad esempio ma non di certo per patogeni

Ameno che non ripristini la cappa qualora vi sia la predisposizione per tale filtro

Vedi caro…

Ogni tecnico che interviene sul campo deve comprendere che sta lavorando con dei DPC e che le sue parole e rapportini che firma sono fondamentali e allo stesso tempo lo mettono a rischio di incappare in qualche guaio se le cose non vanno come devono

La superficialità di alcune aziende di non avvalersi di esperti o quantomeno di avere una collaborazione di qualche tipo a supporto pensando di fare da soli è rischiosa soprattutto per tecnici come te che sono in prima linea
se ti sbagli e dici che la cappa che hai verificato è ok, dici e confermi che è una classe2 biohazard direttamente o indirettamente anche senza specificarlo e il cliente lavorando con i Patogeni poi fa male a qualcuno diffondendo virus nell’aria

Ecco che sei fregato alla grande purtroppo!

Ma la stessa cosa accade quando con un contatore di particelle da 2,5 litri/min pensi di poter classificare cappe sottoposte a GMP come quelle di oncologia o banca degli occhi o delle PMA eccDove dovresti campionare 1000litri obbligatori ma è impossibile che tu lo possa fare perché ti servirebbero 6,66h per ogni punto di campionamento contro i 20 minuti per un campionatore da 50litri/min O 10 minuti per uno da 100litri/min

È una presa in giro per il cliente ed è rischioso per te che poi firmi il verbale con DPC in ambienti così delicati

Purtroppo molti credono che solo nelle farmaceutiche o ambienti classificati GMP si debba lavorare in un certo modo
In realtà come ti dicevo, la stessa cappa in ISO5 classe2 se posizionata in un’ambiente particolare deve essere sottoposta ai test secondo le GMP

E anche qui torniamo a una tua valutazione da tecnico “esperto” che deve essere fatta
Uno dei più grandi problemi che ho riscontrato è il saper capire se due cappe apparentemente simili sono in realtà differenti Dove una è una biohazard e una una semplice biologica

Ecco perché ho scritto una “guida all’acquisto di una cappa biohazard” che trovi su AmazonDove ci sono validi spunti per riconoscere le due tipologie di cappe

DOMANDA 3) (Tecnico di cappe che lavora per Glibal Service)

La DIN 12980 dice “L’accoppiamento dell’aria di scarico dai banchi da lavoro citostatici a un sistema di aria di scarico può essere utile come misura precauzionale aggiuntiva se si garantisce che la funzione protettiva del banco da lavoro citostatici non sia compromessa da questa misura” mentre la circolare del Ministero della Salute del 1999 dice, al punto 4.4.1, che le cappe biologiche x antiblastici devono essere canalizzate. Quale delle due prevale?

RISPOSTA 3) (Fabrizio Cirillo)

Assolutamente devi seguire la circolare del Ministero seguita dalle linee guida INAIL per ambienti particolari come le UFA

Perché sono Nazionali rispetto alla DIN12980 che è tedesca ed è una semplice norma tecnica costruttiva

Dire che una cappa è certificata sotto le DIN12980 quindi capp in classe 2 TipoH significa che tale cappa ha dei filtri HepaCyto sotto il piano di lavoro in genere alti 292mm

In pratica è una cappa A2 ma con filtri sotto il piano di lavoroQueste cappe in genere le riconosci subito perché riportano la parola CYTO o CTH nel nome

Ad esempio:CytoSafe…CTH…Ecc… ecc…

Io dico sempre che bisogna analizzare il contesto

Non è la cappa che va classificata o indicata con le lettere a monte ma è il contesto che ne determina la classificazioneSe una cappa tipo H viene posizionata in un laboratorio analisi dove lavorano con Patogeni e dove potrebbero avere una semplice cappa biohazard A1 Ecco che anche la cappa tipo H non occorre che venga canalizzata ed ecco perché è opzionale o consigliata la canalizzazione ma NON OBBLIGATORIA

Se invece la stessa cappa viene usata in oncologia (come giusto che sia) per manipolazione di cancerogeni allora la canalizzazione all’esterno è obbligatoria

Il contesto lavorativo e la tipologia delle sostanze manipolate ne determinano poi l’eventuale canalizzazione o meno a prescindere dalla tipologia di cappa

Perché se hanno a disposizione solo una cappa tipo A1 perché vecchia e non hanno i soldiEcco che la dovranno canalizzare all’esterno rendendola quantomeno A2 e poi il tecnico esperto delle cappe che interviene ne dovrà comprendere la pericolosità quando dovrà andare ad aprirla per riparazione o cambio dei filtri in quanto non essendo una cappa tipoH non avrà i filtri sotto il piano di lavoro che preservano il vano superiore dove c’è il motore e i filtri da cambiare e sarà molto a rischio

Quindi dovrà fare attenzione per evitare di contaminarsi e contaminare tutto il laboratorio chimicamente!

DOMANDA 4) (Tecnico di cappe che lavora per Glibal Service)

le dimensioni del Covid 19 variano da 0,08micron a 0,16micron mentre i filtri H14 bloccano tutto da 1micron in su, quindi abbiamo uno “scoperto” di 0,02micron: mi conferma che, quindi, gli H14 non sono sufficienti oppure ci possiamo basare sul principio che i virus viaggiano all’interno di un vettore che è più grande di 1micron e se dovessero uscire da esso morirebbero all’istante? La ringrazio molto

RISPOSTA 4) (Fabrizio Cirillo)

Qui c’è un po’ di confusione

I filtri Hepa H14 di massima efficienza che arrivano fino al 99,995% trattengono particelle più piccole di 1 micron (che chiameremo micrometro perché non esiste più il Micron) Arrivano a trattenere particelle di 0,1 micrometro

Ma è anche da dire che più passa il tempo e più diventeranno efficienti e quindi riusciranno a bloccare anche particelle più piccole man mano che passano i mesi e gli anni

Ecco perché sorrido quando sento tecnici dire che si cambia un filtro Hepa perché intasato e quindi con sterilità a rischio

Tutte minchiate!

Scusa il termine…

Il filtro intasandosi con le particelle farà da tappo per le altre che arrivano

Al massimo sforzerà il motore, ci sarà un consumo energetico maggiore ecc eccE si cambieranno per questo.

Ad ogni modo gli H14 standard sono costruiti in fibra di vetro
Io ad esempio consiglio quelli in ePTFE che a parità di dimensioni hanno notevoli vantaggi

Primo tra tutti la possibilità di bloccare particelle da 0,06 micrometri contro i 0,10 della fibra di vetro Capace quindi di bloccare le particelle di pulviscolo più piccole di dimensioni di 0,07 micrometri capaci di fare da veicolo di trasporto per virus e batteri

Ma i filtri in ePTFE sono anche migliori nella resistenza perché non si schiacciano facilmente con la pressione di un dito come la fibra di vetro

Resistono di più quando i filtri vengono decontaminati con perossido o Ozono o Cloro mentre la fibra di vetro nel tempo si sfibra

Hanno perdite di carico inferiore di quasi la metà rispetto ai filtri standard ecc ecc

quindi in linea generale parlando di prevenzione per il virus SARS-COV-2 (che è il virus) e quindi fai attenzione a chiamarlo COVID-19 (perché è la malattia che ne cosnegue dal virus se contratto dall’uomo)

riassumo dicendo che un filtro Hepa H14 vecchio che ha già lavorato da un po’ di tempo avrà acquisito quella capacità ed efficienza di filtrazione che gli occorre per bloccare le prticelle più piccole di 0,10 micrometri che possono trasportare il virus

Però se si vuole stare tranquilli al 100% soprattutto se la cappa non è canalizzata all’esterno e bisogna cambiare i filtri con dei nuoviInserire filtri in ePTFE al posto di quelli in fibra di vetro

Detto questo spero di essere stato esaustivo nelle risposte
Un caro saluto

A presto Fabrizio Cirillo Il Boss delle Cappe😎

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