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Cappe Chimiche Estrazione Totale (DUCTED)

Cappa Chimica, trucchi per lavorare al meglio e passare al livello superiore JEDI

Utilizzatori di cappe da laboratorio non ci siamo proprio…

REGOLA N°1 nell’utilizzo di una cappa da laboratorio:

CAPPE CHIMICHE: Si lavora in piedi!

CAPPE BIOLOGICHE: Si lavora seduti!

In questi ultimi tempi sto lavorando moltissimo anche con l’ausilio di Linkedin in quanto moltissimi professionisti seri hanno necessità del mio supporto e sto cercando di dare loro il possibile, per l’impossibile ci sto lavorando.

Alcuni spunti li prendo direttamente dalle foto pubblicate dagli operatori delle cappe che postano sul loro profilo atteggiamenti ASSOLUTAMENTE errati di buon utilizzo di una cappa da laboratorio, sia essa cappa chimica o cappa biologica.

Quindi non faccio altro che prendere certe foto come spunto, levo ovviamente il volto delle persone per motivi di privacy e correttezza e uso questi riferimenti reali sul campo per aiutare tutti compresi gli stessi operatori che hanno postato una foto del genere.

In questi ultimi giorni mi è capitato di ricevere una minaccia da parte di un’utente che mi ha scritto in privato intimandomi di togliere immediatamente una foto che avevo postato (senza indicarmi quale oltretutto) perché avevo utilizzato quella foto per spiegare agli altri come non ci si comporta ed evidenziato che lei stava lavorando nel modo inappropriato con una cappa chimica.

Premesso che non è mia intenzione alcuna offendere nessuno o creare presupposti strani , il mio solo intento è quello di aiutare e se per farlo devo andare anche in contro a qualche lamentela di uno per salvarne 1000 allora non c’è problema.

Mi sono già arrivate denunce e segnalazioni varie, probabilmente sono scomodo a molti che non vogliono si sappia la verità sulle cappe e regalando moltissime informazioni e formazione gratuita questo non piace proprio.

Ma siccome sono veramente pochi e si contano su una mano togliendo qualche falange allora io continuerò a fare questo perché sono sicuro che ci sia un giovamento.

Nella situazione precisa di Linkedin e di questa operatrice, studente universitaria per giunta che anziché capire la gravità delle sue azioni nel lavorare nel modo scorretto cercando di migliorarle vede solo la sua immagine lesa , da cosa poi visto che non si vedeva il volto.

Ad ogni modo questo prestare attenzioni a cose insignificanti anziché a cose importanti e che possono salvare veramente la pellaccia mi fa rabbrividire, ci sono veramente persone così superficiali?

Qui di seguito posto alcune foto prese appunto qui e li di realtà lavorative sul campo proprio come spunto affinché si possano analizzare gli errori veri che vengono fatti sul campo da voi operatori e non simulazioni spesso inutili.

Probabilmente anche tu potresti riscontrare una o più abitudini errate che potresti pensare di migliorare.

Spesso le persone non è che sono menefreghiste, assolutamente no, spesso il problema sta nell’informazione o nella disinformazione sul corretto utilizzo di una cappa da laboratorio piuttosto che la manutenzione corretta di una cappa da laboratorio.

Perché non ci s ono mai state fonti attendibili e prive di scopi di lucro diretto.

Ma oggi questo portale vuole rivoluzionare il modo di vedere le cose ed è un valido supporto a tutti quelle figure che in qualche modo si approcciano al mondo delle cappe da laboratorio (cappe chimiche o cappe biologiche) e che hanno bisogno di sapere, di conoscere.

eccoti quindi alcune foto che poi andremo a snocciolare nel dettaglio:

             [ Errori utilizzo cappa chimica  ]

         [ FOTO-1 ]                          [ FOTO-2 ]                        [ FOTO-3 ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Appare chiaro che alcuni operatori non sanno precisamente come comportarsi davanti una cappa chimica.

Lavorare nel modo inappropriato può comportare tantissimi problemi a breve/medio e lungo termine sia per l’operatore stesso che per la collettività quando in gioco c’è un dispositivo di protezione collettiva.

In queste foto sopra riportate ho evidenziato alcuni esempi che sono evidentissimi e che sono dovuti ad abitudini lavorative sbagliate prese nel tempo anche per colpa di insegnanti poco attenti nel spiegare ed insegnati anche essi con le medesime abitudini.

Andiamo ad elencarle osservando le foto

[ FOTO-1 Errori utilizzo cappa chimica ]

L’operatrice sta utilizzando una cappa chimica e lo sta facendo seduta, questo comporta per lei l’inevitabile esposizione ad eventuali vapori tossici che potrebbero fuoriuscire sul fronte.
Questo puo accadere molto più facilmente di quanto si pensi e basta veramente poco, una porta che si apre, una finestra aperta, un condizionatore o l’operatore stesso che davanti alla cappa
muovendo le mani nel modo non corretto porta fuori i vapori.

Inoltre in questa foto si vede chiaro che l’Operatore ha il vetro saliscendi molto elevato, ora non so dire se a quell’altezza la cappa stia aspirando correttamente ma dalla mia esperienza appare difficile sinceramente.

In questo caso l’utilizzo dei guanti sembra appropriato, non riesco a capire bene se il guanto (DPI) copre la manica del camice ma spero sia così non lasciando esposti gli arti.

Poi sempre da questa prospettiva mi sembra che l’operatore lavori un pò troppo vicino al fronte cappa e in genere bisogna lavorare quanto più dentro possibile almeno 15 cm all’interno dellla cappa chimica così da garantire sempre il trattenimento dei vapori.

Probabilmente lavorando seduta e avendo l’impedimento della sedia, non credo che riesca a sporgersi oltre perchè altrimenti avrebbe ripercussioni sulla schiena che diverrebbe dolorante in poco tempo ma soprattutto si troverebbe a inserire la testa dentro la cappa chimica.

Cosa assolutamente da NON fare mai, inserire la propria testa in una cappa chimica.

Poi voglio anche aggiungere che lavorando seduti, l’operatore espone il proprio collo al flusso di aspirazione frontale della cappa che se troppo elevato può causare problemi alla cervicale.

Questo aspetto spesso viene sottovalutato ma vi posso garantire che il rischio è serissimo ed è una banalità risolverlo semplicemente stando in piedi.

In ultimo, vorrei far notare che un’operatore seduto sulla sedia ha anche un’impedimento qualora dovesse trovare una via di fuga poiché lavorando con sostanze infiammabili che possono provocare quindi incendi ed esplosioni non è il massimo della vita avere un ostacolo dietro.

Un contatto su linkedin, tale Marco C. mi ha fatto una giusta osservazione degna di nota che riporto fedelmente

Io sono del parere che un operatore deve stare sempre all’impiedi in quanto questo conferisce una postura più stabile e quindi permette di lavorare con più sicurezza.
Un altro dei motivi per cui non amo lavorare seduto é che stando seduti, dopo tante ore di lavoro, si può rischiare di rilassarsi un pó perdendo concentrazione e stabilità e quindi rischiare di fare errori grossolani. Ringrazio te per aver alzato questa tematica. In laboratorio la sicurezza é sempre da porre al primo posto. cit Marco C.

Un altro contatto mi ha scritto questo:

Io non lavorerei mai con il vetro completamente alzato…solo in taluni casi ma solo per brevi periodi come carico dei reattori, in caso di grandi quantità anche con utilizzo di una maschera adeguata. cit. Alessio B.

Ricapitolando quindi ecco gli errori evidenziati nella FOTO1:

  • Sedersi davanti una cappa chimica durante le manipolazioni
  • Lavorare con un vetro saliscendi di una cappa chimica troppo alzato
  • Esporre il proprio viso e quindi le vie respiratorie ad eventuali vapori presenti nella cappa chimica
  • Lavorare troppo al bordo di ingresso della cappa chimica
  • Esporre il proprio collo a flussi d’aria di aspirazione fronte cappa chimica poiché seduti con conseguenti dolori cervicali
  • Impedimento della via di fuga in caso di incendio o esplosione della cappa chimica dovuto alla sedia
  • Lavorando seduti non si ha una giusta postura ne tanto meno una stabilità e maneggiando liquidi non è un bene
  • Lavorando seduti davanti una cappa chimica si rischia di rilassarsi perdendo concentrazione e sicurezza
  • Non utilizzare un DPI – Dispositivo di protezione individuale, spesso potrebbe essere una buona protezione aggiuntiva

 

Ci tengo a riportare un altro commento ricevuto su un mio post di Linkedin che mi ha dato spunto per delle altre osservazioni più dettagliate e sicuramente più tecniche perché dovute:

Un’Operatrice mi ha scritto:

se stai seduto e tieni la cappa abbassata giusto a farci entrare le mani , si può fare ! la differenza è se si lavora con la cappa alzata sul viso ! Cit. Monia M.

Ringrazio nuovamente per questo spunto e vado a rispondere immediatamente così potrà essere di aiuto anche a voi

Mia risposta su Linkedin:

Salve Monia M. , intanto la ringrazio per aver espresso la sua considerazione in merito.

Vorrei sottolineare alcuni aspetti che non sono da sottovalutare assolutamente in quanto concordo con lei che un’operatore non deve lavorare con la faccia esposta ovviamente ma non posso concordare con lei sul fatto di poter lavorare seduti e le spiego anche il perché:

Premesso che attualmente non esiste una normativa che obblighi o meno gli operatori a stare in piedi o seduti ma trattasi solo di buon comportamento in rispetto al DPC utilizzato. In gioco ovviamente entra la Legge 81 sicurezza sul lavoro ma soprattutto le direttive del RSPP sul corretto utilizzo della cappa.

Ad ogni modo le ribadisco il mio pensiero che:

NON SI LAVORA SEDUTI CON UNA CAPPA CHIMICA in quanto l’operatore NON PUO’ decidere arbitrariamente a quale altezza portare il vetro sali scendi solo in relazione alla sua comodità o meno ma entra in gioco la norma EN 14175 che leggifera sulle cappe chimiche che indica un’altezza del saliscendi intorno ai 40/50cm di apertura frontale.

A tale altezza vengono anche eseguiti in genere i controlli da parte delle assistenze tecniche come noi che verificano la velocità di aspirazione che sia adeguata ad avere un sufficiente contenimento dei vapori generati sotto cappa.

Ne consegue che l’operatore NON può abbassare il vetro a suo piacimento.

Inoltre ci sono una serie di complicazioni che ne possono scaturire, ad esempio se la cappa è dotata di un variatore di velocità, abbassando il vetro la velocità diminuirà inevitabilmente.

Se invece la cappa non è dotata di un variatore di velocità il motore tenderà ad aspirare sempre gli stessi volumi d’aria perché resterà costante ma la velocità aumenterà a dismisura esponenzialmente creando fortissimi vortici e turbolenze.

Altro aspetto da non sottovalutare assolutamente, lo dico per lei ovviamente e per i suoi colleghi, esporre il proprio collo a una corrente d’aria costante per le ore di lavoro necessarie e per lo più esporlo a correnti superiori ai 0,8/0,9 m/s non è salutare e si hanno ripercussioni garantite nel tempo.

Con questo spero di non essere stato troppo tecnico e di averle fatto comprendere che

ASSOLUTAMENTE NON SI LAVORA SEDUTI DAVANTI A UNA CAPPA CHIMICA

E COSA PIU’ IMPORTANTE NON SI DECIDE ARBITRARIAMENTE DI ALZARE E ABBASSARE IL VETRO

senza coinvolgere la propria assistenza chiedendo cosa comporta questo e facendo quindi una preventiva analisi dei rischi senza compromettere o alterare l’efficacia del DPC

 

Con questa mi risposta spero in qualche modo di aver chiarito il concetto e di non ricevere più affermazioni del genere in quanto mi fanno solo preoccupare oltre che capire

la totale disinformazione che attualmente continua a regnare sull’utilizzo delle cappe chimiche e cappe biohazard, dei dispositivi di protezione collettiva in generale.

A tal proposito ti ricordo che puoi sempre comprare il mio libro, unico testo al mondo sulle cappe chimiche e cappe biohazard attualmente in commercio.

Più una guida molto facile da leggere ma con moltissimi spunti utili da avere sempre con se e leggere almeno una volta nella vita così come hai letto testi di 1000 pagine per cose che magari non ti servono a nulla.

La cappa chimica è il tuo strumento di lavoro e se proseguirai in questo ambito lo sarà per sempre, magari potresti salire di livello ma sotto di te o nello stabile in cui ti trovi qualcuno le utilizzerà sempre le cappe chimiche e tu sarai inevitabilmente esposto perché ancora oggi NON ESISTE UNA MATERIA CHE INSEGNA L’USO CORRETTO DELLE CAPPE DA LABORATORIO

sebbene siano ovunque e continuano ad essere comprate.

Eccoti il link per vedere di cosa parla il libro e procedere all’acquisto, non averne una copia sarebbe un grave errore e non regalarla a una persona cara lo è ancora di più

 

 

 

 

 

 

 

 

http://www.apocalissezombie.chizard.it/

 

[ FOTO-2 Errori utilizzo cappa chimica ]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

FOTO-2 Errori utilizzo cappa chimica

Eccoci qui ad analizzare un’altra foto nel dettaglio sempre presa da linkedin.

Non saprei dire se questa è la foto incriminata che un contatto su linkedin mi ha ha ordinato di cancellare ma sinceramente come puoi vedere non c’è neanche il volto ne tantomeno

un qualcosa che riconduca direttamente a questo operatore.

Ecco sinceramente non ho ben capito il perché si sia arrabbiata tanto, capisco che si sia sentita piccata dal fatto che gli ho fatto notare indirettamente che stava lavorando

in modo scorretto con la propria cappa però è la pura verità.

Se mi dovessero dire che non sono un peso piuma non mi offenderei, lo so che non mi trovo nella mia forma migliore ma potrei capirlo se uno pubblicamente e

citando nome e cognome facesse un’azione di denigrazione della persona ma in questo caso? Io credo che si doveva apprezzare il fatto che finalmente qualcuno (in questo caso io)

avesse finalmente ripreso un atteggiamento del genere scorrettissimo nell’utilizzo di una cappa chimica.

Che poi si stava mettendo in posa per fare una foto e che non stava lavorando forse questo è da vedere ma ai fini formativi che sto perseguendo non è che mi interessa molto.

A me scoccia in particolar modo vedere persone che postano atteggiamenti sbagliati su internet che possano in qualche modo essere emulati dai meno esperti a discapito di questi ultimi.

Ecco mia cara operatrice, mi dispiace aver offeso la tua sensibilità seppur indirettamente ma forse è il caso che impari ad utilizzare le cappe chimiche come dovrebbe essere fatto.

Per fortuna è l’unica lamentela che ho ricevuto, probabilmente gli altri sono stati più intelligenti e hanno subito modificato la foto del profilo perché non ci facevano una bella figura davanti a ad occhi esperti che avrebbero potuto vederle.

Non credo sia bello che ad esempio un dentista posti una foto mentre sta operando su un paziente con una sigaretta in bocca, senza guanti lavorando sdraiato al suo fianco e vestito a festa non credi?

Ma adesso passiamo ad analizzare la foto in questione:

Come puoi vedere l’operatrice sta operando seduta, quindi un fatto che si ripete in altra occasione con altro operatore in altro contesto e questo mi da da pensare al fatto che le abitudini sbagliate sono molte e sono diffuse purtroppo.

Poi la stessa lavora con il vetro saliscendi della sua cappa chimica totalmente alzato lasciando esposto il viso a possibili inalazioni di vapori tossici durante le manipolazioni.

Ha i capelli sciolti che io sconsiglio vivamente di lasciare liberi per vari motivi.

Davanti una cappa chimica non usa gli occhiali paraschizzi accidentali

L’operatrice di cappa chimica utilizza i suoi DPI , dispositivi di protezione individuale nel modo scorretto perché non coprono tutto l’arto lasciandolo esposto a eventuali schizzi ad esempio

ma anche a una contaminazione che poi sarebbe pressoché impossibile da eliminare portandola nella propria abitazione e contaminando tutti i suoi colleghi.

Altra  grave abitudine lavorando con una cappa chimica è l’utilizzo del camice in modo inappropriato, lasciato aperto anche in questo caso la contaminazione chimica è quasi assicurata e in caso di schizzi si è esposti.

Lavorando seduti anche i pantaloni rischiano di essere contaminati chimicamente e in questo caso i bei jeans rischiano di essere un veicolo di questa contaminazione.

L’operatrice lavora troppo vicina al bordo frontale di ingresso della sua cappa chimica e il contenimento dei vapori non è garantito in nessun modo.

Anche qui valgono le regole dette prima di flussi d’aria dietro al collo ed ostacoli vari in caso di incendi ma in aggiunta c’è una specie di armadio dietro l’operatrice che rischia di mettere a rischio ulteriormente la sicurezza della stessa oltre al fatto che gli stessi costruttori di cappe ne sconsigliano il posizionamento con oggetti ingombranti così limitrofi.

Ovviamente questo è l’unico punto che non è imputabile all’operatore di cappa chimica in quanto non ha certamente deciso dove posizionarla ma è stata la scelta di qualche furbone esperto in non so cosa che ha trovato un buco libero e l’ha piazzata li.

In genere in fatti le cappe non vanno mai messe a ridosso di muri ad esempio perché sporgendo oltre la superficie della cappa possono creare fortissime turbolenze e far fuoriuscire i vapori.

Ricordo che tali vapori possono essere cancerogeni il più delle volte o addirittura spesso vengono manipolate sostanze del quale si disconoscono i veri effetti nel lungo periodo.

Ricordiamo la Formaldeide, oggi classificata cancerogena dal 2016 che probabilmente farà sentire i suoi effetti man mano che andremo avanti.

Anche qui facciamo un piccolo resoconto veloce degli errori commessi:

  • Lavorare seduti davanti una cappa chimica (sbagliatissimo)
  • Vetro sali scendi della cappa chimica troppo elevato con rischio fuoriuscita vapori
  • Potenziale esposizione dell’operatrice ad inalazione vapori
  • Capelli sciolti con utilizzo sostanze chimiche e potenzialmente infiammabili oltre a rischio scarsa visibilità
  • Utilizzo scorretto dei DPI – i guanti non coprono correttamente gli arti mentre lavora con la cappa chimica
  • Stando seduta rischia di contaminare i pantaloni privati e portare la contaminazione in giro
  • Tiene aperto il camice e rischia di contaminarsi chimicamente o ferirsi in caso di spruzzi
  • Lavora troppo vicina al bordo frontale della cappa chimica non avendo la sicurezza che i vapori siano contenuti
  • Esposizione del collo ai flussi d’aria costanti che possono provocare problemi alla salute
  • Impedimento nel trovare una via di fuga dovuto alla sedia e all’armadio dietro
  • Cappa installata troppo a ridosso del muro con possibili vortici e fuoriuscita dei vapori
  • Non utilizza degli occhiali protettivi per gli occhi che possano proteggere da schizzi di sostanze chimiche e prevenire irritazioni

 

[ FOTO-3 Errori utilizzo cappa chimica ]

 

 

 

 

 

 

 

 

FOTO-3 Errori utilizzo cappa chimica 

E arriviamo alla foto 3 dove l’operatore finalmente appare lavorare in piedi e lo si evince dalla postura e dalle braccia ma purtroppo non avendo chiare le idee sta manipolando sempre nel modo scorretto perché il vetro sali scendi è troppo elevato ed espone le vie respiratorie ad eventuali vapori purtroppo.

Non smetterò di dirlo, il vetro saliscendi deve essere utilizzato alla giusta altezza.

Ma quale è la giusta altezza?

In questo articolo do una serie di importanti suggerimenti per capire intanto se si sta lavorando con una cappa chimica o una cappa semplicemente aspirante e ti posso assicurare che c’è una bella differenza.

cappa aspirante o cappa chimica aspirante? Scopri l’enorme differenza e cosa fare

Per capire l’altezza giusta che dovrebbe avere una cappa chimica, purtroppo devo dirti che è possibile solo mediante un’analisi ed incrociando i dati riscontrati con i vari strumenti

quali anemometro e smoke test ad esempio.

Solo così  è possibile , mediante la tua assistenza tecnica sulle cappe, capire se portare il vetro a 40cm o a 50 cm.

Ci sono casi in cui le cappe sono molto vecchie o i motori sono installati così a valle di impianti fatti malissimo con corrugati e curve anche senza necessità che aspirano poco e quindi dire che tutte le cappe devono lavorare alla stessa altezza è un eufemismo.

Ovviamente come da me citato prima, la normativa sulle cappe chimiche e in questo caso stiamo parlando solo di cappe chimiche DUCTED cioè a estrazione totale esiste ed è la EN14175 però io consiglio sempre di fari una bella analisi e solo dopo dare delle linee guida corrette agli operatori sul come lavorare.

Ad esempio ho dei clienti che impostavano il saliscendi correttamente a 40 cm come previsto da norma, andando però a misurare, avevano pensato bene di installare dei motori di aeroplani in aspirazione e quindi la velocità era elevatissima a tali altezze e quindi abbiamo dato indicazione di lavorare intorno ai 50/55 cm per ovviare a tale problema, non spendere neanche un euro per il ripristino ma soprattutto lavorare in sicurezza.

Spero di essere stato chiaro, all’interno del mio libro o del blog stesso ci sono già i dettagli di quello di cui sto parlando.

Andiamo avanti quindi, L’operatore di cappa chimica anche in questo caso sta lavorando con l’uso scorretto dei guanti, si vedono chiaramente i bracciali esposti e la pelle della persona e in caso di schizzi non sarebbe tutelato.

Poi mi sembra che lavori molto vicino all’ingresso cappa e anche qui valgono le regole dei precedenti punti.

Non utilizza degli occhiali protettivi per gli occhi che possano proteggere da schizzi di sostanze chimiche e prevenire irritazioni ne tanto meno una mascherina protettiva per le vie respiratorie visto che sono esposte.

Faccio notare che dal vetro si capisce chiaro che non è una cappa chimica ma che probabilmente si tratta solo di una cappa aspirante in quanto non c’è il maniglione previsto dalla EN14175 ergonomico ma delle semplici manigliette per portare giu il vetro.

Importante anche che vi siano i blocchi salva dita in caso si spezzino le corde dei contrappesi del vetro, altrimenti diverrebbe una ghigliottina per le mani.

Ultima cosa, sembrano esserci molti ingombri sotto cappa chimica e questo non è un bene perché l’aria non riesce ad essere aspirata correttamente rimanendo sul fronte e fuoriuscendo alla prima occasione.

Ricapitolando quindi:

  • Vetro della cappa chimica troppo aperto con rischio di inalazioni
  • Guanti usati nel modo scorretto (DPI)
  • Bracciali usati sotto cappa con sostanze infiammabili e a rischio di contaminazione
  • Utilizzo di una cappa aspirante anziché una cappa chimica
  • Rischio problemi al collo dovuto ai flussi come prima
  • Ingombri eccessivi sotto cappa chimica
  • Lavorazione nella cappa chimica troppo visino all’apertura frontale
  • Mancato utilizzo di occhiali protettivi
  • Mancato utilizzo di mascherina protettiva visto che il vetro è alzato

Ti rinnovo l’invito ad acquistare il libro delle cappe per diventare un vero professionista del settore.

Non si è mai visto un pilota di formula uno che non sa guidare al meglio la sua vettura e per quanto lui ha la possibilità di migliorare con il tempo e l’esperienza (sperando che non si schianti prima) tu rischi di commettere sempre gli stessi errori se non li correggi immediatamente.

Sostituire una cattiva abitudine con una buona è il segreto, sarebbe impensabile poter eliminare vecchie abitudini senza sostituirle con delle nuove.

eccoti il link al libro

 

 

 

 

 

 

 

 

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Abbi buona cura del tuo corpo è l’unico posto in cui dovrai vivere. Cit. Jim Rohn

Fabrizio Cirillo

Il Boss delle cappe

 

 

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Puoi raggiungere facilmente l'articolo con: https://www.chizard.it/0JFGS
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