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Dispositivi di Protezione Collettiva (DPC)

Cappa da laboratorio, protezione DELL’ Operatore o DALL’ Operatore?

Recentemente sono stato in vacanza in Sicilia, precisamente a Caltagirone famosa per la sua ceramica nonché della sua scalinata, meta turistica per gli stranieri di tutto il mondo.

Avendo degli splendidi parenti in uno splendido posto non potevo fare a meno di passare dei giorni di vacanza con loro.

Oltretutto sono un fiero sostenitore della ricotta ancora di più se si trova all’interno di un cannolo di un certo livello fatto artigianalmente come solo i Siciliani sanno fare.

Dopo aver consumato svariati cannoli quindi un giorno nel parlare con dei parenti mi è stato detto di fare attenzione nel mangiare la ricotta per il periodo troppo caldo.

La mia curiosità quindi si è alzata a un livello più alto e ho approfondito meglio per capire in che senso bisognava fare attenzione alla ricotta ed ho scoperto che ci sono stati in passato dei casi di ricoverati in Ospedale che avevano contratto una malattia chiamata :

BRUCCELLOSI

Puoi cliccare direttamente sul nome per approfondire anche tu su Wikipedia il tutto.

Ad ogni modo mi ha incuriosito un punto in cui tra le persone a rischio di contrarre questa malattia viene riportato quanto segue:

La brucellosi è una malattia professionale degli allevatori, dei veterinari, dei lavoratori dei mattatoi e del personale di laboratorio.

Quando ho letto che il personale del laboratorio è esposto a questi batteri , durante le fasi di un controllo o altro, ho deciso di scrivere questo articolo.

In pratica la brucellosi è una malattia infettiva dovuta ai batteri.

In realtà i casi in Italia sono molto rari e legati molto a prodotti caseari artigianali, un tempo si moriva anche di brucellosi ma adesso grazie alle cure attuali questa malattia è risolvibile.

Quindi tutto questo per dire che anche una cosa buona come la ricotta in un cannolo,

  • se non conservata bene ,
  • se non viene prodotta in un ambiente pulito/sterile
  • e non viene lavorata da personale qualificato

può diventare un problema per molti.

Il titolo dell’articolo:

Cappa da laboratorio, protezione DELL’ Operatore o DALL’ Operatore?

vuole far riflettere un pochino su questo aspetto che secondo me è molto importante.

Una cappa da laboratorio in via generale , funziona sempre, come il cannolo

  • ma se NON vengono adottate delle precauzioni
  • o NON viene usata correttamente dall’operatore

può diventare un’arma a doppio taglio per il lavoratore stesso e per gli altri.

Spesso però è l’operatore che diventa un problema per la cappa da laboratorio che viene maltrattata in ogni modo possibile ed ecco il perché di questo titolo provocatorio.

Infatti in questi 15 anni di esperienza in termini di assistenza sulle cappe ho avuto modo di vederne di cotte e di crude, giusto per citarti qualcosa:

  • Cappa da laboratorio arrugginita
  • Vetri della cappa da laboratorio crepati
  • Carrucole delle cappe chimiche sfilacciati
  • Lampade UV e luce rotte
  • Rumori metallici e blocco di aspirazione dei motori delle cappe biologiche in generale
  • Sottopianali delle cappe biohazard sporchi e macchiati
  • Vetri esterni delle cappe chimiche sporchi ed opachi
  • Filtri Hepa di cappe Biologiche intasati da schizzi di prodotti vari
  • Filtri a carboni attivi intasati dalla polvere
  • Filtri Hepa di cappe Biohazard bruciati o rotti

Insomma queste povere cappe da laboratorio , se potessero parlare, ne avrebbero di cose da dire non credi?

Magari in futuro potrei decidere di fare un sondaggio ed intervistare le cappe anzichè gli operatori delle cappe da laboratorio…

Spesso quindi, come capita un pò in tutte le cose, l’errore è umano e siamo capaci di distruggere o rendere inefficace anche una macchina che noi stessi abbiamo costruito per aiutarci nel nostro lavoro.

Di la verità, nel leggere alcune di queste problematiche che ti ho riportato sopra ti è venuto alla mente qualche episodio nella tua carriera in cui sia accaduto qualcosa del genere vero?

Spesso facciamo interventi tecnici “apparentemente idioti” che portano a un dispendio di soldi ed energie che potrebbero essere evitati e dirottati in miglior modo, ad esempio per una manutenzione programmata o controlli vari.

Oltretutto obbligatori.

ad esempio uno dei principali problemi in vetta alla classifica delle problematiche riscontrate su una cappa da laboratorio è:

Rumori metallici e blocco di aspirazione dei motori delle cappe biologiche in generale

Questo problema nell’ 80% dei casi , deriva dal fatto che viene aspirata della carta che va ad ostruire quindi le pale della ventola provocando anche il fermo totale e conseguente blocco della cappa che non può più essere utilizzata fino al ripristino da parte dell’assistenza tecnica.

Approfondendo il tutto ho scoperto che questa carta viene utilizzata dagli operatori direttamente sul piano di lavoro per evitare di sporcare o di dover pulire successivamente il piano stesso al termine del lavoro.

Ma questa pratica non convenzionale e che non viene riportata da nessuna parte come metodo ufficiale di impiego di una cappa, ormai è una prassi radicata negli utilizzatori delle cappe che ignari di tutti i problemi potenziali che può provocare continuano ad adottarla.

Approfondiamo questo punto perché come ho detto è secondo me il più degno di nota visto l’alto numero di casi riscontrati.

Voglio aiutarti a prevenire eventuali rotture e blocchi indesiderati con conseguente rallentamento del tuo lavoro e perdita di soldi inutili che puoi invece destinare in miglior modo.

ecco quindi qualche consiglio utile:

  1. Non usare carta sul pian di lavoro
  2. Se proprio vuoi usarla , usa della carta che sia più spessa e che non si strappi facilmente
  3. Utilizza fogli di carta grandi e non piccolini (no garze)
  4. blocca i fogli di carta con del nastro adesivo sul piano di lavoro (scotch carta)
  5. Al termine del lavoro , verifica che il foglio sia integro
  6. Se non trovi più la carta o pezzi di carta… spera che tutto vada per il meglio

Questi sono dei rapidissimi consigli che puoi decidere di usare o ignorare ovviamente , se deciderai di continuare a fare di testa tua perché hai sempre fatto così e perché ti hanno insegnato così allora probabilmente ci vedremo presto per un intervento di assistenza tecnica sulla tua cappa da laboratorio.

Se invece sei una persona capace di migliorarsi e in cerca sempre di capire al meglio come andrebbero fatte le cose allora segui i miei consigli e potrai godere di vari benefici quali:

  • Risparmio di soldi che spenderesti in assistenza tecnica straordinaria
  • Risparmio energetico non mandando sotto sforzo il motore della tua cappa
  • Risparmio di soldi e tempo avendo sempre  cappe da laboratorio funzionanti
  • Preservare la tua sicurezza e del tuo lavoro in caso di cappe biohazard

e potrei elencarti molti altri benefici ovviamente, insomma avere una cappa non significa poi non usarla correttamente e manutenerla correttamente anzi…

Puoi fare un paragone con la tua vettura , non è possibile che dal momento dell’acquisto la utilizzi costantemente per tutta la vita e pensare anche che non serva andare dal meccanico.

Ovviamente puoi decidere di farlo , di usare la tua macchina in modo inappropriato e maltrattarla, potresti usare la tua utilitaria per fare un percorso 4X4 perché tu e solo tu puoi decidere cosa fare delle tue cose.

Ma di certo non potrai lamentarti nel momento in cui dovesse rompersi e lasciarti in mezzo a una via sperduta o peggio se ad esempio il non aver cambiato mai le gomme dovesse causarne lo scoppio improvviso con la conseguenza di ferire qualcuno o i tuoi stessi famigliari.

Non voglio fare l’uccello del malaugurio, mi piace però prevenire e non curare e a te cosa piace fare?

Ecco, le tue cappe da laboratorio le devi vedere come fossero la tua macchina , hanno infatti bisogno di essere manutenute e soprattutto usate nel modo corretto che è ancora più importante.

Ho citato molti altri problemi che vengono causati dall’operatore e che producono effetti indesiderati, uno di questi è la rottura, bruciatura o intasamento dei filtri Hepa ad esempio.

Infatti i filtri Hepa sono all’origine perfetti e contrariamente a quanto molte assistenze ti hanno fatto credere, NON perdono la loro efficienza nel tempo anzi, la migliorano gradualmente.

Potremmo dire tranquillamente che il rapporto efficienza e tempo sono direttamente proporzionali e quindi più tempo passa e più un filtro Hepa di una cappa biologica diventa efficiente producendo maggiore sterilità del flusso d’aria nella cappa.

Invece l’operatore , che spesso e volentieri non sa usare correttamente la sua cappa e magari è un pò indietro con il lavoro , per la fretta potrebbe colpire il filtro hepa sopra il piano di lavoro e romperlo creando anche in questo caso una microfrattura spesso non visibile ad occhio nudo che comprometterà inevitabilmente il suo lavoro.

In ognuno di questi casi, è necessario sempre eseguire dei test specifici per poter accertare l’entità del danno e in ogni caso, quando si tratta di filtri hepa che superano le soglie limite della normativa UNI EN ISO 14644 vanno immediatamente sostituiti.

Non è possibile infatti ripararli oppure ovviare in qualche modo ma lascia che ti dia una dritta anche in questo caso.

Continua a leggere perché ti svelerò cose che nessuno si penserebbe mai di dirti, soprattutto la tua assistenza tecnica delle cappe da laboratorio.

Perché si sa, i soldi fanno gola a tutti ovviamente ma credo fermamente che non debbano essere fatti sulla pelle delle persone.

Quindi voglio darti altri preziosi consigli…

Se ti dovesse capitare di colpire inavvertitamente il filtro hepa della tua cappa biohazard mentre stavi semplicemente lavorando e la tua paura è quella di non essere più sicuro dell’efficienza del tuo filtro hepa con conseguente perdita del tuo lavoro ad esempio,

devi sapere che ho eseguito personalmente molti test su filtri hepa di cappe biologiche e biohazard in generale nell’occasione di dover sostituire i filtri vecchi con dei filtri nuovi ed ho scoperto cose sensazionali che non avevo mai letto e nessuno mi aveva mai riferito.

Ecco anche il perché della realizzazione di questo portale, con tantissime informazioni utili sulle cappe.

Ho provato a rompere intenzionalmente un filtro Hepa sul lato dx ad esempio , facendo dei fori anche molto grandi e visibili ad occhio nudo e dopodiché avendo tutti gli strumenti scientifici del caso, ho eseguito diverse prove sia anemometriche di velocità dei flussi che particellari ed ho scoperto che ,

ovviamente nel punto in cui è stata praticata la rottura i valori erano tutti fuori dalla norma , ad esempio la verifica contaparticellare ha contato moltissime particelle di pulviscolo e me lo aspettavo, ma andando sempre di più verso il centro del filtro hepa, in corrispondenza del centro del piano di lavoro per intenderci

le particelle sono tornate stabili addirittura a zero completamente indicando che era possibile comunque avere una sterilità nonostante il filtro sia stato urtato e rotto.

Questa verifica, mi permette di darti un’indicazione sul corretto utilizzo della cappa biohazard, infatti in una cappa con filtro consigliato da 120 cm di larghezza, se hai un buco a un lato della cappa, sia che sia destro o sinistro, puoi stare relativamente tranquillo continuando a lavorare al centro del tuo piano di lavoro.

Ovviamente è ancora più importante che mai l’utilizzo nel modo corretto della cappa stessa da parte dell’operatore che dovrà muoversi ancora più lentamente ed evitare qualsiasi fonte di disturbo.

Con questo non voglio assolutamente dire che la cappa può essere utilizzata per altri 6 mesi senza cambiare i filtri ma semplicemente spiegarti che se ti dovesse capitare di urtare un filtro hepa e di avere il pensiero che possa essersi rotto, mentre aspetti che intervenga l’assistenza puoi quantomeno chiudere il tuo lavoro.

Poi come ogni cosa, dipende dal tipo di lavorazione che stai facendo e dalla pericolosità ma in linea generale potresti pensare di stare abbastanza tranquillo.

grazie a questa piccola prova abbiamo anche potuto contrastare il fatto che spesso i clienti dicono di essere certi che la loro cappa sia sterile perché mettono dei terreni di coltura sotto cappa e ne verificano eventuali crescite e non riscontrando nulla parlano di sterilità e funzionalità dei filtri Hepa.

ERRONEAMENTE

perché per lo stesso principio descritto poco fa, potrebbero avere un buco sul filtro hepa su uno dei lati o ancora più semplicemente avere la guarnizione scollata o screpolata a causa del passare degli anni che la rendono vecchia con conseguente falsa percezione di sterilità.

Quindi il mio consiglio è sempre quello di fare una buona manutenzione e verificare mediante tutte le prove necessarie che i filtri siano perfettamente funzionanti.

Ho parlato anche di vetri opacizzati e cappe arrugginite ad esempio

Questo problema spesso è dovuto a utilizzo di sostanze non idonee che intaccano le strutture metalliche e opacizzano i vetri rendendoli quasi inutilizzabili con conseguente errato utilizzo della cappa da laboratorio stessa da parte del personale operante.

Insomma, come hai visto di cose di cui parlare ne abbiamo molte e di errori commessi dall’uomo ancora di più

da qui il titolo : cappa da laboratorio , protezione dell’operatore o dall’operatore???

Purtroppo nel tempo mi sono reso conto che le cappe da laboratorio sono completamente in balia degli eventi e delle persone che li creano e che per quanto lavoro di informazione io possa fare, spesso l’abitudine prende il sopravvento su tutto e gli operatori delle cappe sembrano perdere quella lucidità che dovrebbe essere dovuta lasciando spazio a un susseguirsi di cattive azioni che portano nel tempo inevitabilmente a molti problemi.

Spero di averti leggermente fatto riflettere su questi argomenti, è importante che ognuno abbia la sua idea che io condivido a prescindere, l’importante è non perdere di vista una cosa importante:

La sicurezza degli operatori delle cappe.

Prima o poi mi deciderò a scrivere un libro che aiuti gli operatori delle cappe da laboratorio a preservare la loro sicurezza nonché funzionalità dei propri strumenti di lavoro.

Credo molto nell’informazione e ti sarei grato se deciderai di lasciare un messaggio o una domanda di qualsiasi tipo così da condividere queste informazioni anche con molti altri.

Non troverai nulla di quanto descritto in questi articoli da nessuna parte… 

 

Ora ti saluto a presto

cordiali saluti

Fabrizio Cirillo

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