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Cappe Chimiche Estrazione Totale (DUCTED)

4 Dubbi di un CHIMICO con la sua cappa chimica, alle prese con la manipolazione del solfuro di carbonio

solfuro di carbonio

In questo articolo riporto diverse domande che ho reputato interessanti ed intelligenti oltre che per niente scontate sulla manipolazione di un solvente molto tossico per l’uomo

Il SOLFURO DI CARBONIO

Penso che sfruttare queste domande di chi come te è veramente sul campo, con i problemi di tutti i giorni, sia interessante

Credo che si debba dare voce a chi le cose le vuole risolvere e si sta rimboccando le mani per questo

Ecco perché in questo caso ho voluto dare voce ad un Chimico, Michele Guidarelli che lavora presso l’ARPA del Friuli Venezia Giulia

 

RICHIESTA INTEGRALE ricevuta su LINKEDIN

Ciao, innanzitutto mi presento, sono un chimico che lavora presso l’ARPA del Friuli Venezia Giulia, nello specifico presso la sezione cromatografia del Laboratorio di Trieste.

Essendomi occupato spesso di questioni riguardanti la sicurezza assieme al nostro servizio di prevenzione e protezione, apprezzo davvero molto il tuo impegno e la tua professionalità su questi temi! Infatti vorrei in qualche modo approfittare della tua cortesia per chiederti un paio di cose.

Mi piacerebbe sapere qual’e’ il tuo pensiero riguardo l’utilizzo del solfuro di carbonio e quali devono essere le specifiche di una cappa per poterlo utilizzare.

Considera che stiamo portando avanti da anni una battaglia per eliminarlo dal nostro laboratorio.

Poi mi piacerebbe sapere se esistono delle norme….dei protocolli o semplicemente dei suggerimenti che dicano ogni quanto vada fatta una pulizia delle cappe chimiche.

E non parlo del piano di lavoro ovviamente, ma delle condotte di espulsione.

La domanda forse più importante ma anche più delicata però è su come fare per stabilire se la dotazione di cappe chimiche in un laboratorio è sufficiente e soprattutto efficace?

Te lo chiedo perché non sono mai stati condotti monitoraggi ambientali o personali per valutare l’esposizione del personale, e considerando l’usura delle cappe in nostro possesso (alcune hanno oltre 20 anni) e il numero esiguo delle stesse rispetto alle lavorazioni richieste non ci sentiamo sicuri e tutelati in tal senso.

Abbiamo degli appigli su cui farci forza? Mi scuso del lungo messaggio e ti ringrazio in anticipo per la disponibilità. Saluti Michele Guidarelli

 

DI SEGUITO TI RIPORTO LE DOMANDE AL QUALE RISPONDERO’:

  • 1) Mi piacerebbe sapere qual’e’ il tuo pensiero riguardo l’utilizzo del solfuro di carbonio e quali devono essere le specifiche di una cappa per poterlo utilizzare?
  • 2) Esistono delle norme…. dei protocolli o semplicemente dei suggerimenti che dicano ogni quanto vada fatta una pulizia delle cappe chimiche e dei canali di espulsione?
  • 3) Come fare per stabilire se la dotazione di cappe chimiche in un laboratorio è sufficiente e soprattutto efficace?
  • 4) Abbiamo degli appigli su cui farci forza?

ECCO LA MIA RISPOSTA:

Ciao Michele piacere di conoscerti, sono contento che i post siano utili a qualcuno e il tuo feedback mi ripaga delle ore spese in tal senso per cercare di fare questa divulgazione sulle cappe, rimasta nascosta da sempre.

Detto questo veniamo a noi, premetto che non sono ne un chimico ne un biologo quindi ti paleso la mia ignoranza in termini di sostanze chimiche nello specifico.

Quindi se scrivo qualche inesattezza che riguarda la sostanza da te citata, solfuro di carbonio, correggimi tranquillamente

1 (DOMANDA del chimico Michele Guidarelli)

  • Mi piacerebbe sapere qual’e’ il tuo pensiero riguardo l’utilizzo del solfuro di carbonio e quali devono essere le specifiche di una cappa per poterlo utilizzare?

1 (RISPOSTA di Fabrizio Cirillo)

Quello che so è che il solfuro di carbonio fa parte della famiglia dei solventi, che ha un’odore abbastanza fastidioso ma soprattutto è tossico per l’uomo.

Il solfuro di carbonio (o disolfuro di carbonio) è un solfuro organico.

A temperatura ambiente si presenta come un liquido incolore dall’odore caratteristico e sgradevole. È un composto molto infiammabile, irritante, tossico a causa della sua interazione con il sistema nervoso centrale e nocivo alla riproduzione.

È tuttavia un ottimo solvente, il migliore conosciuto per elementi puri quali zolfo elementare e fosforo elementare. (fonte wikipedia)

Non so che TLV abbia perché non ho la scheda di sicurezza ma se puoi indicarmelo ho un dato in più.

Ti inserisco uno dei miei articoli del portale chizard dove parlo del  Threshold Limit Value (ovvero “valore limite di soglia” o TLV)
e troverai una tabella ripresa dalla UNICHIM (Associazione per l’Unificazione del Settore dell’Industria Chimica)
oltre a varie spiegazioni che potrebbero fare altra chiarezza:

https://www.chizard.it/hai-una-cappa-chimica-ducted-o-ductless-scopri-la-velocita-di-aspirazione-che-devono-avere/

Se hai letto l’articolo che ti ho inserito nel link, avrai più chiaro il perché ti ho chiesto del TLV, secondo la tabella riportata
e conoscendo il TLV della sostanza da te indicata solfuro di carbonio da utilizzare sotto cappa chimica

Potresti avere delle indicazioni circa la velocità di aspirazione che dovresti avere e che è raccomandata

ma ti ricordo che è sempre una raccomandazione

Capisco le tue perplessità sul mondo dei dispositivi di protezione collettiva e ne sono pienamente consapevole

il mondo delle cappe chimiche è veramente ostico rispetto alle cappe biologiche dove entrano in gioco varie norme

UNI EN12469
UNI EN 14699
o le DIN12980 per i chemioterapici che sono molto rigide

ma soprattutto danno dei veri valori di riferimento al quale tutte le case costruttrici devono seguire categoricamente per farle certificare.

Con le cappe chimiche non è così

Ed è anche normale che non lo sia per diverse ragioni, ad esempio il fatto che non esistono standard di lavorazione ogni laboratorio potrebbe lavorare con microlitri di sostanze a litri della stessa sostanza, ci sono laboratori che fanno sintesi e quindi quali sostanze vengono mescolate?

bo chissà

Ci sono laboratori che manipolano cancerogeni liquidi e altri sotto forma polvirulenti ad esempio e qui nasce il problema perché se si seguono le raccomandazioni date dalle norme tecniche come le UNICHIM o altre dicono che secondo il TLV della sostanza o meglio secondo la pericolosità differenziandole tra meno tossiche e più tossiche tendenti al cancerogeno deve variare la velocità aumentando gradualmente secondo la tabella che ti ho riportato nel link

Ma questa è una eresia

Se per i cancerogeni come la formaldeide bisogna avere velocità intorno ai 0,7 m/s ed applico la stessa norma con stessi criteri
scopro che per le polveri cancerogene chiedono anche velocità maggiori

probabilmente perché il comitato che si riunisce non ha mai lavorato con polveri sottilissime di toner cancerogene che a 0,7/1 m/s verrebbero risucchiate dalla cappa

contaminandola totalmente e rendendola oltretutto indecontaminabile

Ecco perché la cosa migliore da fare è sempre un’attenta analisi e il servizio di prevenzione e protezione deve raccogliere le varie linee guida, raccomandazioni delle norme tecniche ecc

studiare e capire a seconda della propria lavorazione quale cappa destinare e quali velocità di aspirazione vuole avere per garantirne il contenimento

2 (DOMANDA del chimico Michele Guidarelli)

  • Esistono delle norme…. dei protocolli o semplicemente dei suggerimenti che dicano ogni quanto vada fatta una pulizia delle cappe chimiche e dei canali di espulsione?

2 (RISPOSTA di Fabrizio Cirillo)

Non esistono norme o linee guida che parlano di obbligatorietà nella manutenzione o tempistiche ma solo pure raccomandazioni non troppo specifiche

io ti dico per esperienza che una cappa DEVE essere controllata almeno 1 volta l’anno (ogni 365 gironi ed è già un tempo lungo)

se poi ha i filtri a carboni attivi, questi vanno cambiati almeno 1 volta l’anno perché si deteriorano anche se la cappa non è accesa e anche qui non ci sono obblighi però

La pulizia dei canali sarebbe cosa buona e giusta

ma non è così semplice per le cappe chimiche in quanto all’interno di esse non vi è un semplice pulviscolo

ma si forma una specie di melassa appiccicosa molto complessa da rimuovere e del quale spesso non si sa minimamente la pericolosità

in quanto una cappa che viene usata per 20 o 30 anni ha accumulato strati di sostanze chimiche e può dire con certezza di quale tipologia?

La prevenzione in caso di sostanze infiammabili spesso si può avere sulla sostituzione del motore standard ed inserendo un motore ATEX antiesplosivo per intenderci

Poi sicuramente evitare fiamme sotto le cappe chimiche quando si manipolano sostanze infiammabili e in genere per quanto detto prima, perché poi prendono fuoco o esplodono in alcuni casi eccoti altro articolo dove ci sono alcune immagini:

https://www.chizard.it/scopri-come-evitare-di-mandare-in-fumo-la-tua-cappa-chimica-e-il-tuo-laboratorio-causando-una-nube-tossica/

3 (DOMANDA del chimico Michele Guidarelli)

  • Come fare per stabilire se la dotazione di cappe chimiche in un laboratorio è sufficiente e soprattutto efficace?

3 (RISPOSTA di Fabrizio Cirillo)

Per quanto riguarda la dotazione delle cappe chimiche in un laboratorio

in genere se i tecnici hanno necessità di lavorare in continua, ogni tecnico dovrebbe avere la sua cappa chimica e gestirsela per evitare incidenti e manutenerla al meglio

4 (DOMANDA del chimico Michele Guidarelli)

  • Abbiamo degli appigli su cui farci forza?

4 (RISPOSTA di Fabrizio Cirillo)

Non ci sono grossi appigli, forse il D.lgs 81/08 vi viene in aiuto in quanto dovete tutelare i lavoratori e metterli in sicurezza dotandoli di DPI e DPC adeguati ed idonei alle lavorazioni

Abbinato al fatto che non potete usare la stessa cappa per lavorare contemporaneamente solventi/acidi/formaldeide

soprattutto se sono cappe chimiche a ricircolo di aria in ambiente o se presenti dei carboni attivi

Su quale cappa scegliere

si apre un vero e proprio mondo ed anche qui possono venirti in aiuto i miei articoli dove mi sentirai parlare di cappe a ricircolo e cappe a estrazione totale

ad ogni modo qualsiasi sia la cappa scelta

se fosse possibile, io la collegherei sempre all’esterno ma facendo attenzione che si possa fare

che i canali lo permettano e che i motori lo permettano senza compromettere il buon funzionamento della cappa stessa

Ti dico questo perché spesso una delle problematiche maggiori è proprio questa

Le stazioni appaltanti comprano le cappe, spendono soldi e poi non si preoccupano dell’impianto che viene fanno malissimo

In genere i costruttori si disinteressano di tale aspetto e vanno sugli standard e voi per risparmiare fate fare il lavoro a un’azienda non consapevole e ben preparata che pensa di dover solo portare ARIA da un PUNTO A a un PUNTO B

Risultato?

  • La cappa non aspira correttamente quindi figuriamoci una sostanza tossica come il solfuro di carbonio
  • Non vi è contenimento di una sostanza come il solfuro di carbonio
  • Oppure si bruciano schede e motori quando per eccesso di sicurezza si montano motori non dimensionati a dovere e sovradimensionati

Michele, spero di averti risposto in un modo comprensibile e dato quante più indicazioni possibili

Poi dimmi tu se sono riuscito a fare chiarezza e se hai qualche elemento in più per gestire una delle sostanze da te menzionate quale il solfuro di carbonio

Ti consiglio di andare nell’area INFO TOP SECRET https://www.chizard.it/area-download/ e scaricarti le varie guide che ci sono anche su acquisto di cappe chimiche

Oppure acquistare il mio libro per approfondire www.apocalissezombie.chizard.it

o se preferisci, lasciare la tua storia nella sezione LE VOSTRE STORIE qui e provare a vedere se riesci ad averlo gratis 😉 https://www.chizard.it/le-vostre-storie/

 

Se anche tu hai trovato utile queste risposte, scrivimi le tue domande esclusivamente inerenti alle cappe e cercherò di rispondere nel più breve tempo possibile, così saranno di aiuto anche a tutti gli altri

 

 

Abbi buona cura del tuo corpo, è l’unico posto in cui dovrai vivere

Ciao a presto

Fabrizio Cirillo
Il Boss delle cappe

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