Cappe di Sicurezza Biologica (Biohazard)

Prevenzione del rischio biologico con DPC – Dispositivi di Protezione Collettiva

Prima di leggere l’approfondimento dei dispositivi di protezione collettiva per la prevenzione del rischio biologico in laboratorio ti consiglio di dare un occhio a questo articolo per avere una visione a 360° di tutti quelli che sono i Dispositivi di protezione collettiva e Non

ecco il link: https://chizard.it/cosa-sono-e-quali-sono-i-dpc-dispositivi-di-protezione-collettiva

Avrai modo di capire una volta per tutte cosa utilizzi nel tuo laboratorio o quantomeno orientarti meglio in questo mondo dei DPC veramente molto vasto e complesso

Non preoccuparti se all’inizio ti sembrerà tutto così assurdo e complesso perché è stato lo stesso per me

Ho fatto veramente molta fatica a comprendere per bene le varie sfaccettature e ancora oggi mi aggiorno e studio in continuazione scoprendo cose nuove e cercando di aggiornare chi mi segue sulle tematiche annesse e connesse al mondo dei DPC

In questo articolo tratterò specificatamente dei dispositivi di protezione collettiva che vengono utilizzati per la prevenzione del rischio biologico con DPC appunto

Ti ricordo che potrai approfondire ogni singola tematica con le decine di articoli presenti in questo portale e ti consiglio anche di visitare il canale youtube di chizard perché va a completare molti argomenti e probabilmente è anche più facile seguirmi in certe spiegazioni

Dicono che sono un chiacchierone, più di quanto riesco a scrivere probabilmente

 

Ti ricapitolo di seguito Quali sono i(Dispositivi di protezione collettiva) per la  Prevenzione del rischio biologico con DPC:

Prevenzione del rischio biologico con DPC:

  1. Cappe di sicurezza microbiologica (BIOHAZARD) classe I classe II o classe III
  2. Cappe per preparazioni di chemioterapici – antiblastici (TIPO H) e (TIPO V)
  3. Isolatori e Glove Box
  4. CACI – Compounding Aseptic Containment isolators

 

 

Se i pronto ad approfondire ogni singolo DPC (Dispositivo di protezione collettiva) che ti ho citato sopra:

 

Prevenzione del rischio biologico con DPC:

1 ) Cappe di sicurezza microbiologica (BIOHAZARD) classe I classe II o classe III

LA CAPPA BIOHAZARD quindi è un Dispositivo di Protezione Collettiva

perché ti protegge dai rischi biologici che possono scaturire dalla manipolazione di patogeni e quindi protegge anche la collettività ovviamente

Generalmente lo fa attraverso una barriera frontale di flusso d’aria che permette appunto di inserire le mani all’ interno della cappa ma non permette la fuoriuscita di qualsiasi materiale all’esterno creando una sorta di contenimento del prodotto manipolato sul piano di lavoro

SE e SOLO SE

l’operatore è consapevole di come deve essere utilizzata una cappa Biohazard ovviamente

Purtroppo è brutto dirlo ma i problemi non derivano soltanto dal malfunzionamento delle cappe,  in quanto il grosso dei problemi derivano proprio dall’ utilizzo scorretto degli operatori stessi

che sono dei professionisti nel loro lavoro ovviamente in qualità di ricercatori o altro

Ma non sono dei professionisti nell’ uso delle cappe perché nessuno li ha mai formati ed informati adeguatamente sull’ utilizzo delle stesse

Ma anche la manutenzione dei dispositivi di protezione collettiva gioca un ruolo fondamentale e se ancora non hai un’assistenza tecnica sensibile a tali tematiche o vuoi semplicemente confrontarla con altre ma non sai in che modo e con quali criteri cercare un’assistenza seria

ti invito a visitare l’aria download che a breve sarà online tornando sulla nostra pagina e scaricare la seguente guida che momentaneamente ho tolto ma che ho deciso di reinserire perché mi sono piovute una montagna di richieste inaspettate

ti basterà inserire una mail valida per scaricarla velocemente e gratuitamente

Guida - le 3 FASI per la ricerca assistenza cappe 300x493

Ma veniamo a noi…

Il Dispositivo di Protezione Collettiva (DPC) come le cappe di sicurezza microbiologica (BIOHAZARD) classe I classe II o classe III

sono in genere presentano al loro interno dei filtri HEPA o ULPA per la filtrazione del particolato più sottile

Le famose Nanoparticelle (leggi l’articolo che ho scritto e approfondisci a questo link)

Per capirci stiamo parlando di filtri veramente molto efficienti che trattengono la polvere, veicolo per le forme organiche che vengono trasportate nell’aria e quindi con propagazione di diffusione capillare attraverso ad esempio ai canali dell’areazione.

Stiamo parlando di polvere piccolissima, pensa che i filtri HEPA trattengono con un’efficienza di minimo 99,995% le particelle da 0,3 micron.

In genere ve ne sono montati almeno 2 chiamati:

  1. Filtro HEPA/ULPA Primario
  2. Filtro HEPA/ULPA Secondario (espulsione)

Le cappe di sicurezza microbiologica di classe 1 sono sempre cappe biohazard ma non presentano due stadi di filtrazione ma uno soltanto e la loro caratteristica e sicurezza sta nel fatto che devono essere convogliate all’esterno dell’edificio ecco perché vi è la possibilità di non avere il filtro di sicurezza in espulsione

 

Prevenzione del rischio biologico con DPC:

2 ) Cappe per preparazioni di chemioterapici – antiblastici (TIPO H) e (TIPO V)

Vi sono casi di cappe biohzard classe II di tipo H, che vengono regolamentate dalle norme DIN12980

Questi DPC (Dispositivo di protezione collettiva) vengono usati per la manipolazione e preparazione di chemioterapici mediante l’utilizzo di citotossici e antiblastici

La loro caratteristica principale è che devono montare categoricamente anche dei filtri HEPA/ULPA immediatamente sotto il pianale di aspirazione sul fronte cappa facendo in modo che le griglie di ripresa frontali e in fondo al piano di lavoro possano catturare eventuali contaminanti e filtrarli immediatamente

Questi filtri sono FONDAMENTALI al fine di preservare la sicurezza del personale dell’assistenza tecnica che interviene per il cambio filtri, infatti i filtri sotto il pianale di piu’ facile estrazione permettono di bloccare il particolato contaminato prima che raggiunga gli altri 2 filtri e soprattutto il vano dei motori aspiratori.

ATTENZIONE E’ OBBLIGATORIO PER LEGGE

UTILIZZARE CAPPE  DI SICUREZZA MICROBIOLOGICA IN CLASSE II DI TIPO H CON TRIPLO STADIO DI FILTRAZIONE

IN CASO DI PREPARAZIONE DI FARMACI ANTIBLASTICI 

Troverai maggiori informazioni nella sezione delle cappe biohazard se può interessarti leggendo l’ articolo sulle cappe biohazard di tipo H per chemioterapici a questo link:https://chizard.it/scopri-i-rischi-quando-si-usa-una-cappa-per-antiblastici-per-preparati-chemioterapici/

Ma a questo punto, se ti occupi di preparazione di antitumorali allora forse troverai valide informazioni anche nella parte sottostante relativa agli isolatori e glove box , o i CACI che per l’uso in farmacia ospedaliera sono ancora più efficaci sebbene scomodi per lavorare credimi

 

Prevenzione del rischio biologico con DPC:

3 ) Isolatori e Glove Box

All’inizio, tra i vari DPC ti ho menzionato anche gli Isolatori

Non scenderò troppo nel dettaglio perché mi focalizzerò sulle cappe chimiche e sulle cappe biohazard e anche perché sono veramente poche le persone che li utilizzano che probabilmente sanno anche come usarli

Ad ogni modo non voglio lasciarti con il dubbio e devi sapere che spesso e volentieri nei film dove ci sono diffusioni di virus a livello globale, se fai attenzione, anche tu avrai già visto un isolatore

Sono quelle cappe totalmente sigillate che non permettono in alcun modo il contatto all’aria interna di incontrare l’aria esterna

Se non erro c’è anche nel film World War Z con Bradd Pitt, ma non sono sicurissimo

Ad ogni modo, sono all’interno di laboratori che hanno particolari esigenze affinché non vi sia possibilità di contatto tra operatore e il contenuto interno di un isolatore

Al loro interno vengono posizionati strumenti o utilizzate sostanze pericolose per l’uomo

Il contenimento è dovuto da una differenza di pressione (pressione negativa) tra l’interno e l’esterno e ad ogni modo, l’aria in uscita è sempre filtrata prima di essere espulsa

Hanno sul fronte dei grossi e robusti guanti che permettono quindi l’utilizzo di questi strumenti o l’interazione con le sostanze da manipolare ma senza che l’operatore li possa toccare

In genere hanno sistemi di guarnizioni doppie e questo fa si che tali guanti possano essere sostituiti quando usurati senza pericolo alcuno

Gli Isolatori possono essere costruiti in diversi modi anche dal punto di vista della struttura stessa, ad esempio se devono essere utilizzati per manipolare sostanze radioattive vengono dotati di vetri schermati al piombo ed hanno pareti altamente schermate per il contenimento totale di dette radiazioni

Ma ci sono anche Isolatori che sono costruiti solamente affinché il prodotto all’interno non venga assolutamente contaminato dall’esterno o dall’operatore e questo è possibile grazie a una pressione positiva che non permette quindi che l’aria entri

Una cosa da dire è che c’è da fare una differenza tra Isolatori e Glove Box in quanto questi Glove Box hanno delle caratteristiche differenti come ad esempio:

  • In genere i Glove Box non hanno un motore di ventilazione dell’aria
  • I Glove box sono il più delle volte costruiti in materiale plexiglass

L’unica cosa che hanno in comune i glove box con gli isolatori sono dei guanti posti sul fronte come dicevo prima

 

Prevenzione del rischio biologico con DPC:

 4 ) CACI – Compounding Aseptic Containment isolators

I CACI Compound Aseptic Containment Isolator ( Isolatore per composti asettici)

Ormai da qualche anno si sente parlare di questi CACI , ma cosa sono?

Un cliente che mi aveva sentito nominarli molto velocemente tra i dispositivi di protezione collettiva (DPC) mi ha detto:

“che sono questi CACHI???”

A parte gli scherzi, sono stati introdotti per la realizzazione di farmaci antiblastici, infatti qualcuno li utilizza proprio nelle farmacie ospedaliere ad esempio

Il C.E.T.A. (Controlled Environment Testing Association)  www.cetainternational.org

Ha emanato delle linee guida apposite per tali isolatori da utilizzare nell’ambito della farmacia ospedaliera

Ma la domanda era, cosa sono questi CACI?

Ne più e ne meno che un intreccio tra cabine di massima sicurezza di tipo biohazard in classe 2 con il flusso d’aria quindi che spara direttamente sul piano così da mantenere una sterilità del prodotto e portando la cabina a una classificazione ambientale così detta ISO5 e cabine in classe 3 , molto vicini a degli isolatori veri e propri ma solo di dimensioni molto ridotte e quindi che ne rendono più facile il posizionamento anche in spazi stretti come la farmacia di un’ospedale

Questi CACI vengono sottoposti a una pressione negativa sempre per garantire una protezione totale dell’operatore e dell’ambiente circostante

Ad ogni modo anche qui ci sono delle sezioni passanti con pressioni differenti (chiamate pass-box) dove gli operatori possono far entrare e uscire il materiale

 

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Puoi raggiungere facilmente l'articolo con: https://www.chizard.it/ELFSD
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